Dislessia come riconoscerla

La dislessia fa parte dei DSA ossia disturbi specifici dell’apprendimento.

In Italia un bambino su venti presenta una forma di dislessia.

Ma che cos’è la dislessia?

 

 

Questa immagine è tratta dal sito dell’AID (associazione italiana dislessia) e mostra come un bimbo con dislessia percepisce un testo da leggere.

Difficile vero? Decisamente sì.

Ora immagina che mentre ti sforzi con tutto te stesso di leggere la parte superiore del testo qualcuno ti dica che non lo fai abbastanza velocemente, che sei pigro, svogliato, che i tuoi amici leggono senza problemi e che sei tu, come al solito, non ti applichi.

Come ti sentiresti?

Ecco, è così che i bambini dislessici si sentono ogni giorno. Per questo credo sia fondamentale restituire loro la fiducia nelle proprie capacità e gli strumenti più adatti perché possano fruire dell’istruzione esattamente come qualunque altro bimbo.

La principale manifestazione della dislessia consiste nella difficoltà a leggere velocemente e correttamente ad alta voce.

Questa difficoltà deriva da un deficit nella componente fonologica del linguaggio, e si presenta anche se si mantengono integre le altre abilità cognitive e si possiede un grado di istruzione elevato.

Viene definita “evolutiva” perché non ha una causa diretta e specifica.

La dislessia è il più noto tra i disturbi specifici dell’apprendimento e non scompare mai completamente.

Spesso coesiste con disturbi dell’attenzione: i bambini dislessici hanno difficoltà a mantenere a lungo l’attenzione a scuola ed è una delle caratteristiche che di solito vengono individuate dai docenti.

La diagnosi di dislessia può essere fatta solo in classe seconda o terza della scuola primaria, tuttavia i segnali del disturbo possono essere individuati molto prima ossia quando il bambino affronta l’apprendimento della lettura e della scrittura.

Occorre intervenire subito poiché aspettando la difficoltà aumenta.

Se il disturbo non viene compreso spesso i bambini vengono etichettati come pigri e svogliati con un impatto notevole sulla loro autostima e la loro crescita emotiva.

In casi più gravi si può arrivare a forme di depressione o ansia, a crisi d’identità e molto spesso al rifiuto del mondo della scuola, rinunciando a molte possibilità.

 

 

 

Come riconoscere la dislessia?

1) La correttezza di lettura

Un primo segnale può essere la correttezza della lettura del bambino.

Ci sono infatti alcuni atteggiamenti tipici nei bimbi che presentano dislessia:

– scambio di lettere che hanno tratti visivi simili “e” con “a”, “r” con “e”, “m” con “n”, “b” con “d”, “p” con “q”;

– errori di tipo fonologico che riguardano lo scambio di lettere che hanno la stessa “radice” (“f” con “v”, “c” con “g”);

– “anticipazioni”, ossia una parola letta al posto di un’altra, a cui si accomuna o per lettere iniziali o per significato (es. chissà con chiese).

 

 

2) Lettura poco fluente

Spesso i bimbi con dislessia evolutiva presentano difficoltà anche nello scrivere in modo corretto, leggono in modo poco fluente e non comprendono ciò che hanno letto.

La difficoltà del bambino deve essere analizzata per capire le aree di difficoltà, le strategie che usa e quelle che non usa e quelle che potrebbe usare. La diagnosi deve riguardare tutte le aree di “funzionamento” del bambino: le sue capacità cognitive, le abilità visuo-motorie, prassiche e spaziali, la memoria, il linguaggio, l’apprendimento e l’attenzione.

La diagnosi va effettuata con test standardizzati.

L’Associazione Italiana Dislessia (A.I.D.) ha messo a punto un protocollo diagnostico di base per la valutazione dei Disturbi di Apprendimento della lettura, scrittura e calcolo. Fondamentale è tener conto anche della situazione psicologica ed emotiva del bambino.

 

 

I bambini con la dislessia non sono rotti, funzionano perfettamente

È molto importante la precocità dell’intervento: quanto più esso è precoce, tanto più si può intervenire sulla difficoltà del bambino.

Importante è che l’ambiente familiare e scolastico vadano incontro alle difficoltà del bambino che non si possono modificare, comprendano i suoi sforzi e lo incoraggino quotidianamente.

Indispensabile è un adattamento della didattica alle difficoltà di apprendimento del bambino, con l’adozione di strategie compensative e/o dispensative dei vari compiti.

Esiste una strategia perfetta per ogni bambino con dislessia, la sfida meravigliosa è trovare quella strategia!

I bambini con dislessia hanno un potenziale straordinario che aspetta solo di essere accolto e di poter fiorire.

 

 

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Se sei interessato a scoprire come vivere al meglio questo cammino a fianco della dislessia contattami, sarò felice di leggerti e risponderti